Parigi è nella NATO e potrebbe benissimo invocare l’art.5. Liberamente, se consideriamo che l’ISIS non gode di protezione internazionale, non essendo uno Stato.

Sia che la Francia intenda o meno coinvolgere l’Alleanza Atlantica, gli attacchi di Parigi cambiano totalmente l’approccio con molte questioni: immigrazione, integrazione e conflitti mediorientali.

E’ facile cadere nei due estremi, nelle due facce della stessa trappola: lo scontro di civiltà, da un lato, che possiamo ancora vincere soprattutto militarmente e soprattutto se mettiamo da parte scrupoli e diritti dell’ Uomo e dall’altro lato la paura istigata dalla televisione che spesso mistifica e ingigantisce. E’ presto per dire se anche in questo caso vi sia mistificazione o ingigantimento.

Di certo c’è che, come conseguenza di tutto ciò che è successo, i nostri leader al momento sono impegnati a impedire nuovi attacchi e a rassicurare la popolazione. E, ci racconteranno tutti in coro, a breve, che le misure che verranno prese avranno implicazioni inevitabili sulla libertà e sui diritti civili, tradotto: meno democrazia. Non basteranno le deroghe alla democrazia, chiamiamole così, che già abbiamo sopportato finora, deroghe al diritto interno, per mezzo di restrizioni alla libertà, e al diritto internazionale, per mezzo di interventi di rappresaglia spesso unilaterali e esclusivamente militari, solo leggermente mitigate dall’approccio di Obama. Anche in Europa dall’ 11 settembre i paesi hanno approvato diverse politiche controverse come la detenzione e la sorveglianza di massa dei cittadini.

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